Sclerosi multipla

La sclerosi multipla (SM), chiamata anche sclerosi a placche, è una malattia infiammatoria cronica demielinizzante, autoimmune, che colpisce il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale).

La grande variabilità dei sintomi che la caratterizzano è conseguenza di un processo di degenerazione della mielina, da cui il termine demielinizzante.

La mielina è  la guaina che riveste parte del corpo dei neuroni permettendo la trasmissione rapida e integra degli impulsi nervosi (in uno stato di normalità le informazioni nelle fibre nervose sono trasmesse a 100 m/s, in un individuo affetto dalla sclerosi multipla la velocità scende gradualmente a 5 m/s).

Nel corso della malattia la distruzione delle guaine mieliniche causa il blocco o rallentamento degli impulsi che vanno dal sistema nervoso centrale verso le diverse parti del corpo e viceversa.

Nell'individuo adulto in seguito a distruzione delle guaine mieliniche, non si ha una nuova mielinizzazione.

Qualche fattore ambientale, ancora sconosciuto ma probabilmente di natura virale, contribuirebbe all'insorgenza della sclerosi multipla in soggetti geneticamente predisposti.

Le persone malate di sclerosi multipla sono circa 2,5 milioni nel mondo, 520.000 in Europa e 400.000 negli Stati Uniti. In Italia i malati sono 58.500, 1 ogni 1026 abitanti, con picchi di 1 ogni 700 in Sardegna.

La sclerosi multipla colpisce in particolar modo persone giovani, tra i 20 e i 30 anni d'età, in special modo le donne, con un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini.

Ogni anno, in Italia, si verificano 1800 nuovi casi (1 ogni 5 ore)

La SM può colpire qualsiasi area del sistema nervoso centrale, pertanto la malattia è caratterizzata da un’ampia varietà di segni e sintomi neurologici.

Ciascun episodio contrassegnato dalla comparsa di sintomi e segni neurologici viene chiamata “ricaduta”, “recidiva”, “attacco clinico” o “poussèe” e rappresenta un momento in cui la malattia è in fase clinica attiva.

Il periodo di stabilità clinica intercorrente fra un attacco e l’altro, che costituisce uno stato di inattività della malattia, si indica con il termine di “remissione”.

I sintomi più frequenti legati alla malattia possono essere:

  • Debolezza muscolare, è una dei sintomi  più comuni e provoca difficoltà nell’andatura.
  • Alterazione della sensibilità (parestesie).
  • Disturbi dell’equilibrio (atassia) sono caratterizzati da un difetto di coordinazione muscolare e conseguente irregolarità dei movimenti e dall’incapacità di conservare l’equilibrio in posizione statica.
  • Diminuizione della vista ad uno o entrambi gli occhi.
  • Diplopia (visione doppia)
  • Neurite ottica retrobulbare, provoca disturbi alla vista come offuscamenti dell’immagine. La neurite ottica è un infiammazione del nervo ottico.
  • Disturbi vescicali e intestinali . è molto importante tenere libero l’alvo, assumere fibre con  frutta e verdura e bere quantità adeguata di liquidi.
  • Vertigini con nausea e vomito.
  • Disturbi cognitivi, che per fortuna raramente compaiono all’esordio. I disturbi di carattere cognitivo generalmente compaiono in modo molto graduale, anche dopo molti anni dall’esordio e per molti pazienti in forma lieve.
  • L’affaticamento, può influire sulla difficoltà a camminare, la fatica può essere considerata come un sintomo ed è rappresentata da uno stato clinico prolungato e non riferito a sforzi muscolari.

Attualmente non esiste una cura definitiva alla sclerosi multipla. I farmaci oggi impiegati sono in grado di influenzare positivamente il decorso della malattia e di ridurne l’attività, ma ancora non rappresentano una soluzione definitiva al problema.

Il trattamento principale della sclerosi multipla è rappresentato da farmaci antinfiammatori steroidei, oggi si hanno aspettative crescenti su terapie con anticorpi monoclonali.

Terapie convenzionali a lungo termine si differenziano in “terapie immunosoppressive aspecifiche” e “terapie immunomodulanti”.

La medicina Integrata affianca questi trattamenti riducendone gli effetti collaterali, mentre risultati incoraggianti sono già stati clinicamente osservati con l’utilizzo di alte concentrazioni di fitoterapici ad azione antinfiammatoria e fattori protettivi delle cellule nervose, come antiossidanti lipofili.

Da notare molto di recente i miglioramenti avuti in alcui casi di SM con un intervento chirurgico per ripristinare il circolo venoso cerebrale posteriore che in molti pazienti risulta difficoltoso.

Del tutto clamoroso per concludere il caso di un malato di SM, Matteo Dall’Osso, che ha avuto un recupero spettacolare in seguito alla scoperta mediante mineralogramma, (contestata dalla medicina ufficiale), ed alla successiva rimozione mediante terapia chelante, di depositi di metalli pesanti ed altri tossici cerebrali.

Ma un fatto smentisce cento teorie…

La sua storia è consultabile nel suo sito internet, cliccando qui