Disturbi dell'umore

Ogni persona ha un proprio tono dell'umore che tende a manifestare con maggiore frequenza, che può essere considerato come caratteristico, quale abitudine caratteriale e come parte del temperamento della persona.

Esso è il risultato sia della sua predisposizione genetica, sia delle modificazioni dovute all’ambiente di crescita e sviluppo della personalità.

Con il termine disturbo dell’umore si designa la vasta classe delle patologie e sintomi che consistono in alterazioni o anomalie del tono dell’umore dell’individuo, di entità tale da causare alla persona problemi o disfunzioni persistenti o ripetute, oppure disagio marcato.

Si calcola che non meno di un terzo della popolazione ha la probabilità di ammalarsi di disturbi psichici clinicamente rilevanti (e soprattutto di disturbi dell’umore e di ansia) almeno una volta nel corso della vita .

I Disturbi dell’Umore possono esprimersi sia sul versante della coartazione dell’umore, sia sul versante opposto dell’innalzamento dell’umore.

La depressione è l’espressione della coartazione e la mania è l’espressione dell’innalzamento dell’umore

La depressione è una malattia che colpisce, non solo l’umore, ma anche il pensiero, la volontà e tutto quanto l’individuo, e non è semplicemente un più o meno transitorio "sentirsi giù".  

Non è un segno di debolezza della persona,  o una condizione che dipende dalla sua volontà. Il depresso non può sentirsi meglio semplicemente"sforzandosi", "dandosi una smossa", mettendoci "la buona volontà".

Quali sono i sintomi tipici della Depressione?

l’umore stabilmente triste, il senso di abbattimento o di "vuoto", il pessimismo, la perdita di speranza, la convinzione di non poter essere aiutato, il sentimento di infelicità, l’ansia, talora l’irritabilità, la perdita di interesse e di piacere (anedonia) nelle attività e negli hobby che prima davano piacere, compreso il sesso; senso di distacco dalle persone care.

Il paziente prova sofferenza per la perdita dei sentimenti e delle emozioni,i sentimenti di colpa, di indegnità, di inadeguatezza, di incapacità, di autosvalutazione; il rallentamento psicomotorio (riduzione dei movimenti e della mimica, eloquio scarso e monotono, ecc.), la perdita di energia, la facile affaticabilità, la difficoltà a concentrarsi, a ricordare, a prendere decisioni ,l’insonnia (soprattutto mattutina: risveglio mattutino precoce) o l’ipersonnia ,la perdita di appetito e/o di peso o l’aumento di appetito, la riduzione dell’interesse, del desiderio e/o del piacere sessuale,la presenza di sintomi fisici "sine materia" come cefalea, disturbi digestivi, dolori alla schiena ed agli arti, ecc.,i pensieri di morte o di suicidio , i tentativi di suicidio.

Quali sono i sintomi tipici della Mania?

l’innalzamento immotivato dell’umore,l’irritabilità eccessiva e ingiustificata,il diminuito bisogno di sonno,l’avere molte idee nella testa che si succedono rapidamente,le idee di grandezza, di ipervalutazione di sé, la logorrea (cioè l’eloquio eccessivo ed incontenibile),l’aumento del desiderio e dell’attività sessuale, l’aumento dell’energia con aumento delle iniziative (spesso non adeguatamente valutate nelle loro conseguenze),la riduzione della capacità di critica e di giudizio fino ad assumere  comportamenti sociali inadeguati e/o pericolosi.

Che cos’è l’Ansia?

L’ansia è un’emozione universale che, di per sé, non sarebbe inadeguato provare poiché rappresenta una parte necessaria della risposta allo stress. Essa rappresenta, infatti, un meccanismo di difesa volto ad anticipare la percezione del pericolo prima ancora che si sia chiaramente manifestato, mettendo in moto i meccanismi fisiologici che spingono, da un lato all’esplorazione per individuare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall’altro, all’evitamento, alla fuga.

È per questo che tutti noi ne abbiamo esperienza diretta e siamo così in grado di comprendere immediatamente l’ansia degli altri e di immedesimarci nel loro stato d’animo.

Possiamo distinguere due tipi di ansia, l’ansia-tratto e l’ansia-stato.

L’ansia-tratto è una caratteristica relativamente stabile della personalità, e non è di per sé espressione di patologia, anche se, quando è elevata, può essere un elemento predisponente alla patologia ansiosa.

L’ansia-stato si esprime invece attraverso una sensazione soggettiva di tensione, apprensione, nervosismo, inquietudine, ed è associata ad attivazione del sistema nervoso autonomo.L’ansia-stato diventa patologica se è sproporzionata agli eventi che la suscitano, se permane anche quando gli eventi sono stati superati o se, addirittura, si manifesta in assenza di eventi oggettivi, e si parla allora di disturbi d’ansia.

Si parla di "disturbi d’ansia" perché questa categoria è tutt’altro che unitaria: la sintomatologia ansiosa, infatti, tende ad assumere aspetti molto diversi tra loro al punto che si distinguono ben otto quadri clinici (Disturbo di Panico, Agorafobia, Fobia Sociale, Fobia Specifica, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbo Acuto da Stress, Disturbo Post-Traumatico da Stress e Disturbo d’Ansia Generalizzata).

Da quando sono stati individuati alcuni neurotrasmettitori direttamente associati alle funzioni di regolazione dell'umore, (ad esempio la serotonina, la noradrenalina e la dopamina), sono stati sviluppati vari tipi di farmaci per il trattamento dei disturbi del tono dell’umore.

Ma mentre i farmaci allopatici regolano solo pochi di questi neurotrasmettitori, sono stati individuati oltre 50 neuropeptidi correlati a determinati comportamenti, e sappiamo che le cellule immunitarie interagiscono costantemente con il sistema nervoso (e il sistema endocrino) a tal punto che non c’è modificazione del sistema nervoso che non si associ a modificazioni del sistema endocrino e immunitario e viceversa.

Un meccanismo troppo integrato per poter essere gestito con poche molecole a dosaggio costante, come fa l’industria dello psicofarmaco, una delle più remunerative e “sospette” nelle sue ricerche.

Purtroppo nessuno di questi farmaci è privo di effetti collaterali, anche pesanti, per cui tutte le volte che è possibile ( e cioè molto spesso) è consigliabile affiancare l’azione della psicoterapia( spesso necessaria) a prodotti tipici della Medicina Integrata, di origine che non creano alcun tipo di dipendenza e sono senz’altro più efficaci e maneggevoli dei corrispondenti allopatici.

Abbinare a questi prodotti un cambio dello stile di vite e sopratutto apprendere tecniche di disciplina mentale (meditazione), o mindfullness si dimostra spesso risolutivo, se le tecniche sono correttamente insegnate e praticate a domicilio.

Bastano 30 minuti al giorno,  per osservare i primi cambiamenti anche solo dopo 3 settimane, ma ci vogliono periodi più lunghi per stabilizzarli nel quotidiano

Il fai-da-te è assolutamente sconsigliato, è sempre meglio rivolgersi ad un esperto in queste discipline.