Il pH dei tessuti e le malattie

L'organismo umano attua costantemente una serie di meccanismi di regolazione per controllare e mantenere l'omeostasi di numerosi parametri quali la temperatura, l'ossigenazione, il pH, la glicemia, etc.

Un parametro molto importante che necessita di un più rigoroso controllo è il pH, che definisce  il livello di acidità di una sostanza, o un liquido, in questo caso di un tessuto.

 Livelli di pH

L'organismo, sia in condizioni di salute che di malattia, ha come obiettivo primario quello del mantenimento di un pH compatibile con la vita, pena il danneggiamento di altri parametri, organi e apparati.

Questo  è di fondamentale importanza per comprendere la genesi ed il mantenimento delle diverse patologie, .

Se il pH sanguigno è pressoché costante, lo è di meno quello tissutale, cioè quello dei liquidi extracellulari, che subisce delle variazioni maggiori a seconda del ritmo biologico giornaliero, stato di salute o di malattia.

In condizioni di acidosi cronica dei tesuti, ad esempio, entrano in gioco meccanismi di compensazione e lo ione bicarbonato (alcalino)  viene introdotto nel circuito di regolazione  attingendo principalmente dal tessuto osseo, instaurando o aggravando l’osteoporosi.

Come si misura?

Per prima cosa occorre procurarsi una confezione di cartine al tornasole. Si trovano in farmacia  in forma di striscette di carta.

Immergendo la striscetta nel liquido, per esempio le seconde urine del mattino, la striscetta cambia di colore, e confrontandolo con la scala riportata sulla scatola possiamo conoscere il pH del liquido espresso come numero.

Una volta in grado di fare le misure occorre annotarsi il pH dell’urina misurata nell’arco della giornata (la mattina appena alzati, metà mattina, dopo pranzo, pomeriggio, dopo cena).

Livelli di pH 

Come si corregge se variato rispetto alla norma dell’organismo sano?

La dieta può fare molto.

E’ buona norma bere almeno un litro e mezzo o due litri di acqua al giorno, comprendendo in questo conteggio eventuali bevande e il tè del mattino o del pomeriggio. Evitiamo le acque acide, cioè con pH minore di 7.0.

Riguardo gli alimenti, prima di tutto una precisazione: gli alimenti acidi o aciduli non sono necessariamente acidificanti, anzi spesso è l’opposto. Gli agrumi ad esempio (il succo di limone può avere anche ph 2.5) contengono acido citrico, che fa parte dei cosidetti “acidi deboli” (citrico, tartarico, malico, …) che con la digestione vengono trasformati in carbonati (di sodio, di calcio, di potassio, …) e dunque gli agrumi finiscono per essere molto alcalinizzanti. Viceversa cibi per niente acidi (come la carne) possono essere molto acidificanti. Il cibo più acidificante sono appunto le proteine animali.

Le linee principali per i cibi sono però ben definite, e analizzando le varie tabelle si possono riassumere così:


Acidificanti

carne (proteine animali)
cereali raffinati (farina bianca ’0? e ’00? e loro derivati, pane bianco, pasta bianca, riso brillato, …)
zucchero e dolciumi
formaggi vaccini (soprattutto stagionati)
grassi animali (burro, strutto, …)
pesce
uova

Debolmente acidificanti o alcalinizzanti (più o meno neutri)

cereali integrali (il miglio è il più alcalinizzante)
formaggi ovini e caprini
grassi vegetali (olio di oliva, olio di semi, …)
latte, yogurt
legumi

Alcalinizzanti

verdura (le solanacee, cioè pomodori, melanzane, peperoni e patate sono poco alcalinizzanti, quasi neutre)
frutta

E’  facile ritrovarsi in acidosi consumando molti alimenti acidificanti, mentre è estremamente difficile sviluppare alcalosi consumando molti alimenti alcalinizzanti,

Se con la sola dieta non riuscite a raggiungere un pH ottimale, in commercio esistono degli integratori alcalinizzanti.