Medicina Integrata e cancro
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- Categoria: Cancro: l'approccio Integrato
- Pubblicato Lunedì, 20 Febbraio 2012 10:51
Dai tempi (1971) in cui il presidente americano Nixon dichiarò la guerra al cancro, cifre impressionanti sono state spese nel tentativo di curare questa malattia, con risultati per niente lusinghieri se rapportati alla quantità di denaro utilizzato, di studi prodotti dalle migliori menti disponibili, e dei decenni trascorsi.
Nello stesso tempo in altri settori della scienza siamo passati da tecnologie a capacità primordiali ai gioielli moderni , nella medicina come in altri campi.
Si pensi alla chirurgia, alla robotica, alla telefonia e alle telecomunicazioni in generale, ai trasporti.
Perché il cancro non ha avuto una battuta d’arresto, anzi i casi in occidente aumentano sempre di più?
Perché la prevenzione ha miseramente fallito?
Le molteplici risposte che si possono dare a queste domande riempirebbero diversi volumi, ma un concetto che dobbiamo recuperare per affrontare con un ottica diversa il problema cancro nella società Occidentale è quello di centralità della persona rispetto alla malattia.
L’ossessione delle Medicina sulla malattia intesa come errore, come nemico da combattere, porta alla perdita di alcuni elementi, che recuperati e valorizzati dalla Medicina Integrata aprono nuove e produttive strade, riportano il medico alla missione del prendersi cura del paziente, e con esso della malattia che porta.
La prima considerazione da fare riguarda il “terreno oncologico”.
il cancro è una malattia multifattoriale e la sua prevenzione e trattamento per essere più efficace, deve tener conto di diversi fronti, fra i più importanti l’alimentazione e lo stress cronico , la infiammazione cronica e il microcircolo locale, ma molti altri fattori entrano in gioco nella nascita e nella evoluzione di questa malattia.
Negli ultimi anni si è passati dal vedere il cancro come una malattia solo organico cellulare ,fino alla teoria prevalente, nell’ultimo decennio, di una malattia a netta prevalenza genetica.
E l’epigenetica? Cosa attiva un gene, e cosa lo spegne?
Ovviamente qualcosa di esterno al gene stesso, non stiamo parlando del telefonino che puoi programmare per l’auto accensione e l’autospegnimento tramite software, ma di funzioni biologiche che si autoregolano nel corpo, che ad un certo punto “disregolano “al punto che si ha la massima anarchia nel tessuto, la deviazione dal progetto ordinato di crescita e sviluppo, e di lì la malattia tumorale.
Si può riprendere il controllo di questi meccanismi?
La risposta della Medicina Integrata è che indicazioni in tal senso ne abbiamo fin troppe, e che solo un sistema sanitario e di ricerca asservito a logiche di visione parziale del problema, spesso mirate a rendere il cancro solo un affare molto lucrativo per l’industria del farmaco, impedisce una ricerca seria ed indipendente.
Quindi l’iniziativa di provare nuove strade è lasciata nelle mani di poche persone di larghe vedute e buona volontà, curiose, studiose, terapeuti più che medici.
Cosa dire dunque ad un paziente che si scopre improvvisamente neoplastico, ad esempio di un tumore solido?
Dal mio punto di vista si dovrebbe quanto meno informarlo che i trattamenti chemio-radioterapici portano con sé in dote la possibilità futura di sviluppo di leucemie o linfomi.
Non è tollerabile che vengano mostrate percentuali (assai poco controllabili) di successi terapeutici, ma al contempo si ometta di dire che nella tot percentuale dei casi le medesime cure a distanza di tempo sono foriere dello sviluppo di diversa tipologia tumorale (realtà clinica ampiamente descritta in letteratura scientifica)
Dunque dopo l’intervento chirurgico (ove possibile)e/o dopo le terapie farmacologiche o radianti del cancro esistono queste possibilità: guarigione (termine di per sé ambiguo perché misurato per convenzione a 5 anni dalla diagnosi ) , recidiva (nuovo ripresentarsi del cancro in medesima sede), metastatizzazione (migrazione in luogo diverso del tumore originale), nuova forma tumorale (diversa dalla prima, spesso si può supporre indotta dai trattamenti, frequentemente in forma liquida nel sangue o nel sistema linfatico).
E che succede quando ci si prende cura del terreno, della persona, sotto l’aspetto fisico, mentale, e, quando si può, spirituale?
La Integrazione di medicina convenzionale e non convenzionale, ,la nutraceutica, le terapia redox, supporto psicologico, dietetica corretta, attività fisica, terapie disintossicanti hanno un impatto facilmente intuibile e sempre positivo, nella durata e nella qualità della vita del paziente.
Mentre gli effetti collaterali a breve termine (nausea, vomito) sono gestiti con buoni risultati, si soffre spesso la mancanza di una terapia generale di sostegno capace di ridurre al minimo i loro disagi nel medio/lungo periodo, e di minimizzare il più possibile il cumulo di effetti tossici nel tempo.
Sostenere globalmente il paziente, migliorare l'efficacia delle terapie, ridurne al minimo gli effetti tossici, migliorando in maniera visibile e verificabile la qualità della vita del paziente oncologico sono gli scopi del trattamento.
Molti malati cercano aiuto in tal senso, ma a volte utilizzano prodotti senza nemmeno informare i loro medici curanti, con gravi rischi per la loro salute e anche col rischio di interferenze negative con le terapie che stanno già assumendo.
Non bisogna invece correre il rischio di sottoporsi a cure di scarsa efficacia, mancanti di criteri scientificamente validi, o potenzialmente pericolose.
Nella mia attività professionale sono sempre più i pazienti che chiedono questi supporti, i dati clinici(cartelle, esami) in mio possesso dicono chiaramente che ci sono notevoli miglioramenti oggettivabili, la metodologia è scientifica, verificabile, poggia su centinaia di studi e pubblicazioni.
La maggiore efficacia e maneggevolezza dei prodotti di origine naturale li rende di gran lunga preferibili a quelli sintetici, la loro selezione è stata fatta dopo aver consultato centinaia di pubblicazioni scientifiche che ne dimostrano l’efficacia e la sicurezza, ed ho con me le cartelle cliniche dei pazienti, che mostrano come hanno benefici, che le cure sono più tollerate e che anche la loro efficacia migliora.
In altri articoli approfondiremo i vari punti del metodo da me seguito.
IRT : Terapia Integrata e di Regolazione. Il sostegno alla chemio-radio terapia
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- Pubblicato Domenica, 13 Novembre 2011 18:20
La terapia medica del cancro viene effettuata mediante chemioterapici di varia intensità, e/o radioterapia, e sottopone i malati ad un carico di stress psicofisici che determinano, insieme a molte altre cose, la variabilità dell’efficacia e la risposta alle cure.
Mentre gli effetti collaterali a breve termine (nausea,vomito) sono gestiti con buoni risultati, i malati soffrono spesso la mancanza di una terapia generale di sostegno che riduca al minimo i loro disagi nel lungo periodo, per minimizzare il più possibile il cumulo di effetti tossici nel tempo.
Per questo motivo molti malati cercano sostegno,a volte utilizzando prodotti senza nemmeno informare i loro medici curanti, con gravi rischi per la loro salute e anche col rischio di interferenze negative con le terapie che stanno già assumendo.
Questo procedere comporta quindi il rischio di sottoporsi a cure di scarsa efficacia o prive di indicazioni scientificamente accertate.
Sostenere globalmente il paziente, migliorare l'efficacia delle terapie, ridurne al minimo gli effetti tossici, migliorando in maniera visibile e verificabile qualità e durata della vita del paziente oncologico sono gli scopi del trattamento IRT (Terapia integrativa e di regolazione).
La maggiore efficacia e maneggevolezza dei prodotti di origine naturale li rende assolutamente preferibili a quelli sintetici, e sono stati selezionati dopo aver consultato centinaia di pubblicazioni scientifiche che dimostrano la loro efficacia.
C'è evidenza clinica che i pazienti hanno benefici, che le cure che fanno sono più tollerate e anche la loro efficacia aumenta, per il semplice motivo che agiscono in un malato più forte e meno intossicato.
Per decidere le terapie, tutte individualizzate, utilizziamo i comuni esami di laboratorio, di diagnostica per immagini, e anche il questionario di autovalutazione che il malato stesso compila, per misurare chiaramente il miglioramento della qualità della vita del malato.
L'aumento di forza fisica, la riduzione dei comuni effetti tossici delle terapie, (dall'anemia alle dermatiti da raggi X, dalla stanchezza alla funzione del fegato, dal tono dell'umore alla funzione renale e cardiaca) sono tutte necessità dei malati cui è possibile dare una risposta medica professionale e positiva.



