In generale


L'oncologia Integrata


Dal primo decennio del 21° sec. l’integrazione delle medicine complementari con la medicina convenzionale è  in continua ascesa in America Settentrionale ed Europa.

Negli Stati Uniti una quota crescente di ospedali offre terapie complementari. Prestigiosi centri di cura, in particolare di terapia del cancro, hanno istituito al loro interno servizi di medicina integrata.

A dimostrazione della avvenuta integrazione ed efficacia delle CAM negli Stati Uniti, c’è da considerare la crescente copertura assicurativa delle spese sostenute per le terapie complementari e integrate.

Centri oncologici di eccellenza, tra i più famosi del mondo, come il Memorial Sloan-Kettering cancer center di New York e il Dana-Farber cancer institute della Harvard university a Cambridge (Stati Uniti),come pure l’ MD Anderson Cancer Center di Houston, o la prestigiosa Clinica Mayo  hanno attivato, dalla fine degli anni Novanta, servizi di medicina integrata rivolti ai pazienti ricoverati o in trattamento esterno.

In questi centri lavorano insieme medici esperti in medicine complementari (agopuntura, fitoterapia ), psicologi, psicoterapeuti, dietisti, musicoterapeuti, esperti in tecniche di massaggio orientale (tuina e shiatsu), maestri di tecniche meditative

L’obiettivo è quello di integrare la terapia oncologica standard con trattamenti complementari rivolti al miglior controllo della sintomatologia, anche di quella secondaria alle terapie (nausea, vomito, astenia, dolore, danni cutanei ecc.), e anche a innalzare le capacità di superamento della malattia tramite la considerazione della persona nella sua interezza (Cassileth, Gubili, in Integrative oncology, 2008).

I centri  funzionano al tempo stesso da centri di ricerca e di formazione. Le terapie complementari e alternative vengono sottoposte ad accurata verifica scientifica, tramite l’esame della letteratura, ma anche mettendo in campo studi clinici controllati.

L’obiettivo raggiunto è quello di offrire il meglio delle terapie complementari proteggendo al tempo stesso i pazienti da terapie non validate o rischiose.