I trattamenti standard

Derivano dall'accordo della comunità scientifica e si basano su protocolli internazionali.

Le opzioni che vengono presentate al malato sono oggi quattro.

La chirurgia: prevede l’asportazione della massa tumorale, e di una porzione di tessuto sano circostante.

Quando possibile è senz’altro il trattamento migliore, ma purtroppo non tutti i tumori sono operabili.

Quindi spesso viene imposto dai protocolli di far precedere o seguire all’intervento un ciclo di chemio o radioterapia, tanto allo scopo di ridurre di volume la massa tumorale per poi procedere alla chirurgia, quanto per eliminare eventuali focolai residui in altre sedi.

radioterapia


La radioterapia : comporta la irradiazione del corpo del malato con l’obiettivo di distruggere focolai di cellule tumorali non asportabili con la chirurgia.

Ha effetti collaterali considerevoli che vanno dalle ustioni alle lesioni dei vasi linfatici sottocutanei.


La chemioterapia : il paziente assume farmaci  ad elevata attività citotossica, ma spesso incapaci di selezionare le cellule tumorali, danneggiando in maniera a volte irreparabile anche cellule ed organi sani del paziente.

chemioterapiaIl suo reale contributo è stato, ed è ancora, oggetto di feroci polemiche, ed intorno alla chemioterapia è da decenni in corso una “guerra di religione” tra detrattori assoluti, che la vedono solo come una forma di avvelenamento del paziente, ed estimatori acritici che ne minimizzano i potenti effetti collaterali.

Basta leggere i fogli di accompagnamento di ogni singolo chemioterapico usato, inclusi quelli dei cosiddetti “farmaci biologici”, per rendersi conto della quantità di problemi che causa in moltissimi malati.

 

L’immuno-oncologia si è affermata come la quarta arma disponibile per sconfiggere il cancro in grado di generare grandi benefici sia nei tumori solidi che in quelli del sangue.

immunoterapia

Invece di concentrarsi sulla massa tumorale, come fa la chemioterapia, l’immunoncologia punta sul nostro sistema immunitario, il nostro meccanismo di difesa contro le aggressioni esterne, stimolandolo a colpire dall’interno le cellule malate riconosciute come estranee.