Effetti collaterali e limiti delle terapie convenzionali

E’ noto che le terapie citotossiche e la radioterapia hanno spesso effetti collaterali molto pesanti.

I “bugiardini” segnalano : danni cardiaci, epatici, renali, progressiva astenia e danni midollari, immunodepressione, neuropatie, tumori maligni, sterilità, malformazioni, nausea, vomito, caduta dei capelli, osteonecrosi.

Un aspetto che viene sottovalutato è quella della biomagnificazione, ovvero del progressivo aumentare degli effetti via via che aumentano le sedute terapeutiche, per un effetto di accumulo di sostanze molto tossiche nel corpo, non seguito dalla loro detossificazione ed espulsione dal corpo.

Ma ci sono altre considerazioni da fare.

Il cancro, per definizione, è una patologia innescata da una o più mutazioni del DNA, che modificano il comportamento della cellula da quel momento in poi.

Tra le principali caratteristiche che la cellula mutata perde ci sono, non necessariamente tutte insieme:

  • L’apoptosi, o morte programmata, per mantenere più o meno costante il numero delle nostre cellule.
  • La capacità di "collaborare" nell’interesse superiore del corpo inteso come una totalità : la cellula cancerosa è totalmente svincolata da ogni logica cooperativa, ha l’unico scopo di riprodursi, localmente ed a distanza.

 

cloni differenti

  • Riparare ulteriori mutazioni del DNA: il tumore è geneticamente instabile, e quindi continua a mutare, e queste mutazioni spontanee della linea primitiva tumorale danno origine a ulteriori linee tumorali con caratteristiche diverse.


Le mutazioni spontanee cui ogni cancro è per definizione soggetto rendono sempre possibile l’insorgenza di linee cellulari resistenti al chemioterapico, o alla radioterapia.
Queste mutazioni possono essere indotte anche dalla stessa chemio/radioterapia.
 
Inoltre le cellula cancerose acquisiscono, e trasmettono ai loro cloni, altre caratteristiche:
  •  la capacità di farsi strada nei tessuti circostanti, crescendo nell'organo in cui originano.
  •  la capacità di penetrare nei vasi sanguigni/linfatici, viaggiarvi dentro ed uscirne, per creare metastasi /colonie a distanza
  • rendersi “invisibili” e/o depotenziare il sistema immunitario , in particolare i linfociti NK.

 La chemioterapia, valutata come trattamento isolato in uno studio durato anni, si dimostra quasi del tutto inefficace allo scopo di ottenere la guarigione.

Nonostante questo ci sono dei comportamenti comuni ai diversi tipi istologicamente definiti di tumore che rendono sensato il ricorso alla chemioterapia, pur essendo implicito, per quanto sopra esposto, che a nessuna chemioterapia da sola si potrà mai attribuire la capacità  di  debellare un cancro al 100%.

Un approccio multifocale, che tenga conto di tutto questo, aumenta sensibilmente le possibilità di trattamento del tumore stesso.